INFLUENCER MARKETING

COME UTILIZZARE INFLUENCER

SULL’INFLUENCER MARKETING 2020

La sfida più grande, nonostante la familiarità che dovrebbe essere ormai stata raggiunta con questo tipo di campagne, rimane ancora però trovare l’influencer giusto (su questo si è detto d’accordo quasi il 40% del campione): oltre all’affinità con l’immagine, la storia, i valori del brand sembrano preoccupare le aziende anche questioni “più pragmatiche” come la necessità di stipulare contratti, concordare pagamenti e imporre scadenze temporali precise. Il risultato? In un caso su due le aziende lavorano con pochi influencer, fino a un massimo di dieci.

QUALE PIATTAFORMA

Decisamente meno complesso è individuare la piattaforma giusta: da anni ormai Instagram si rivela il luogo preferito per fare influencer marketing, mentre altri canali come Facebook, YouTube, Twitter e Pinterest hanno perso progressivamente campo (Facebook in particolare ha visto dimezzare nel quinquennio il numero di campagne condotte al suo interno). Osservata speciale è, però, quest’anno soprattutto TikTok che ha visto crescere esponenzialmente download e iscritti e che è già al centro di campagne di influencer marketing rivolte soprattutto a un pubblico di giovani e giovanissimi.

FIDUCIA SÌ, MA ANCHE CONSAPEVOLEZZA

Non è tutto oro quel che luccica però e i dati sull’influencer marketing 2020 portano alla luce anche alcuni rischi per i brand collegati alle campagne di influencer marketing. Ogni volta che ci si affida a influencer nuovi e a cui non si è legati da un rapporto di fiducia aumenta, per esempio, il rischio che questi non rispettino quei doveri di trasparenza verso la community frutto di auto-regolamentazioni all’interno del settore e che, in rispetto a una sorta di “codice etico” per influencer, impongono di segnalare appositamente post sponsorizzati

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